La pubalgia è uno dei problemi più comuni negli atleti che praticano sport con frequenti scatti, cambi di direzione e movimenti ripetuti dell’articolazione dell’anca (calcio, hockey, rugby, tennis). In alcuni studi viene segnalato inoltre che gli atleti adolescenti siano più predisposti in quanto il loro scheletro risulta ancora immaturo.
CHE COS’È LA PUBALGIA?
Ma quindi che cos’è la pubalgia? Per pubalgia si intende uno o più dolori che la persona lamenta nelle zone: anteriore della coscia, inguinale, pubica fino ai genitali, basso addome.
Sono dolori che possono compromettere o compromettono lo svolgimento dell’attività fisica e nei casi più gravi anche lo svolgimento delle attività della vita quotidiana.
Nello sportivo, il sintomo prevalente della pubalgia, è il dolore nei movimenti del gesto atletico, in particolare l’estensione dell’anca, le torsioni e le rotazioni, che di solito si irradia alla regione del muscolo adduttore e negli uomini, fino ai testicoli.
Dopo l’attività, lo sportivo che soffre di pubalgia, accusa rigidità e fastidio, fino al dolore vero e proprio. Il giorno seguente uno sforzo intenso, un allenamento o una partita, può risultare difficile addirittura alzarsi dal letto o scendere dall’automobile.
Ciò rende spesso difficile per il paziente individuare la posizione esatta per fuggire dal dolore; anche di notte, nel letto, non c’è una posizione esatta per dormire senza soffrire.
Inoltre, qualsiasi sforzo che aumenti la pressione intra-addominale, come tosse, starnuti o attività motoria, può innescare ulteriormente il dolore.
Nelle prime fasi, il soggetto potrebbe essere in grado di continuare a praticare sport, aggravando progressivamente la condizione.
QUALI SONO LE POSSIBILI CAUSE?
Le cause della pubalgia possono essere numerose, ne sono state identificate più di 70. La causa principale è il sovraccarico a livello muscolare sul pube dei muscoli adduttori e dei muscoli addominali.
Il sovraccarico può essere causato da:
- uno squilibrio posturale, responsabile di tensioni muscolari
- un’asimmetria del bacino o degli arti inferiori
- una lordosi lombare eccessiva
- uno squilibrio muscolare tra adduttori e addominali che possono presentarsi contratti o deboli
- muscoli posteriori della coscia retratti e poco elastici
- una artrosi dell’anca o del bacino.
Altri fattori che possono favorire l’insorgenza della pubalgia sono: calzature inadeguate, superfici di allenamento non ideali, un allenamento eccessivo ed errato.
Anche le donne in gravidanza possono soffrire di pubalgia: la causa è la lassità della sinfisi pubica dovuta al marcato rilascio dell’ormone relaxina che rende l’articolazione più lassa.
È possibile che sia presente un dolore alla bassa schiena irradiato dal muscolo ileopsoas, dal bacino oppure dai nervi, quindi in alcuni casi il dolore da pubalgia è legato alla schiena.
COME SI TRATTA LA PUBALGIA?
Nella maggior parte dei casi, i rimedi e le cure per il trattamento della pubalgia, sono conservativi e prevedono l’utilizzo di esercizi attivi, con una particolare attenzione al rinforzo muscolare della muscolatura dell’anca e degli addominali.
La pubalgia può alleviarsi momentaneamente con impacchi di ghiaccio sulla parte dolente per una durata di quindici minuti per almeno tre volte al giorno.
Quando il dolore aumenta con il movimento è necessario ridurre l’attività sportiva.
Nella fase acuta sarà necessario ridurre l’infiammazione e la sintomatologia dolorosa con sedute di crioterapia, laserterapia, tecarterapia. Le onde d’urto focali sono molto efficaci per ridurre l’infiammazione sull’inserzione pubica. Fondamentale è la massoterapia decontratturante dei muscoli adduttori per ridurre le tensioni, l’osteopatia per agire sulla postura e, ovviamente la fiasioterapia per gli esercizi attivi.
Il fisioterapista agisce in questo modo:
- sedute di terapia manuale per riequilibrare il bacino
- sedute di rieducazione posturale individuale per allungare la catena muscolare posteriore
- esercizi di rinforzo della muscolatura addominale
- esercizi di stretching ed esercizi di rinforzo eccentrico dei muscoli adduttori
- esercizi di rinforzo del core (core stability)
A seconda del danno iniziale, il trattamento conservativo può richiedere 10-12 settimane.
